Un’assenza può costare cara, specialmente negli edifici che accolgono più abitazioni, quelli del condominio. Molti residenti tendono a sottovalutare l’importanza dell’adunanza condominiale, considerandola un fastidio, una perdita di tempo da evitare. Eppure, astenersi da queste riunioni può portare a situazioni meno piacevoli di quanto si possa immaginare, con conseguenze che vanno ben oltre la semplice mancata informazione sui nuovi lavori o sulle spese ordinarie. Parliamo di sanzioni economiche concrete, che possono raggiungere cifre significative, e di decisioni prese senza il proprio contributo, capaci di influenzare la qualità della vita all’interno dell’edificio per anni. È un aspetto che sfugge a chi vive in città, abituato a una gestione più distaccata degli spazi comuni. Le normative sono chiare, e le loro applicazioni non sono negoziabili, un particolare che molti sottovalutano.
Conseguenze dirette di un’assenza ingiustificata
Quando si discute di condominio, ogni scelta collettiva ha un peso. L’adunanza è il centro nevralgico di questa micro-società, il luogo dove si decidono le sorti dell’edificio, dalle questioni più banali a quelle che necessitano investimenti importanti. Non presenziare significa perdere la possibilità di esprimere il proprio voto su delibere che toccheranno direttamente le proprie finanze e il proprio benessere.

La legge impone che le decisioni vengano prese con specifiche maggioranze, e l’assenza di un condomino non ferma certo il processo. Ciò significa che si potrebbero trovare deliberati lavori di manutenzione straordinaria, modifiche al regolamento che non aggradano, o l’approvazione di bilanci con voci di spesa che, se presenti, si sarebbero volute contestare. Questo porta a un senso di frustrazione, poiché ci si sente tagliati fuori da decisioni cruciali. Chi non è presente, di fatto, perde il diritto di parola e spesso si trova a subire scelte altrui, difficilmente impugnabili a posteriori se formulate correttamente. È un fenomeno che in molti notano solo d’inverno, quando le spese per il riscaldamento salgono senza preavviso.
Le sanzioni economiche e la recidiva
Oltre alla perdita del diritto di voto, l’assenza alle assemblee può comportare vere e proprie multe. L’articolo 70 delle disposizioni per l’attuazione del Codice civile stabilisce con chiarezza che per le infrazioni al regolamento di condominio è possibile prevedere una sanzione pecuniaria. Questa può arrivare fino a 200 euro per la prima violazione. Ma la situazione può aggravarsi notevolmente in caso di recidiva. Chi persiste nel non rispettare il regolamento, ignorando le convocazioni o i richiami, può vedersi comminata una multa che raggiunge gli 800 euro. Si tratta di importi significativi, che il legislatore ha aggiornato nel tempo proprio per garantire un maggiore rispetto delle norme condominiali. Le somme incassate da queste sanzioni non spariscono nel nulla, ma devono essere destinate al fondo delle spese ordinarie, gestito dall’amministratore. Questo significa che, indirettamente, la multa del singolo condomino finisce per finanziare le spese comuni. L’irrogazione di queste sanzioni, è bene ricordarlo, non è automatica ma deve essere deliberata dall’adunanza, con le maggioranze previste dal Codice Civile. Questo garantisce un certo grado di controllo democratico sull’applicazione delle sanzioni, ma non le rende meno reali. Un aspetto che sfugge a chi vive in città, abituato a una gestione più distaccata degli spazi comuni.
La gestione delle multe e l’azione dell’amministratore
Il processo di irrogazione della multa non è arbitrario. Un amministratore non può autonomamente decidere di sanzionare un condomino. La facoltà di stabilire e incassare queste penalità rientra nelle competenze dell’adunanza condominiale, che delibera con le maggioranze necessarie. Questo passaggio è fondamentale per la legittimità della sanzione. Una volta stabilita la multa, è l’amministratore che si occupa di riscuotere la somma, che detto, andrà a confluire nel fondo per le spese ordinarie. Questo meccanismo mira a rafforzare la coesione e il rispetto delle regole all’interno del condominio, scoraggiando comportamenti che possono compromettere la pacifica convivenza o la corretta gestione degli spazi comuni. Chi riceve una multa ha sempre la possibilità di impugnarla, rivolgendosi all’autorità giudiziaria, ma è un percorso che richiede tempo e risorse, e che deve basarsi su solide motivazioni. Il “può” utilizzato dal legislatore nella norma significa che, seppur sia stata commessa un’infrazione, non è sempre obbligatorio procedere con la sanzione, ma è a discrezione dell’adunanza decidere. Questo offre un margine di flessibilità, ma non annulla la potenziale pericolosità di trovarsi in una situazione del genere. In questi mesi, molti condomini in diverse città italiane si trovano a fronteggiare situazioni analoghe. L’assenza alle assemblee condominiali, dunque, va oltre una semplice dimenticanza. Rappresenta una rinuncia al proprio diritto di influenzare le decisioni che riguardano direttamente la propria abitazione e il proprio ambiente di vita. Le possibili multe fino a 800 euro, in caso di reiterazione, sono un deterrente concreto, un monito a prendere più seriamente gli impegni collettivi. Al di là dell’aspetto puramente economico, vi è l’implicazione di lasciare ad altri la gestione di un patrimonio comune, perdendo l’occasione di contribuire attivamente al suo mantenimento e miglioramento. Una tendenza che molti italiani stanno già osservando.