Il cellulare sta rovinando i giovani: perché il degrado delle capacità cognitive è preoccupante per il futuro del lavoro

Immagina di entrare in un bar e vedere un gruppo di giovani seduti attorno a un tavolo. Cosa noti? Ognuno di loro è assorto nel proprio smartphone, le teste chinati, le dita che scorrono sullo schermo. Questa scena, che oggi sembra quasi normale, nasconde un fenomeno preoccupante che potrebbe avere ripercussioni significative sul futuro dei ragazzi e, di conseguenza, sul mercato del lavoro. Secondo il filosofo Umberto Galimberti, l’uso eccessivo del cellulare sta contribuendo a un degrado delle capacità cognitive nei giovani, riducendo la loro capacità di concentrazione, di lettura e, soprattutto, di pensiero critico.

Il cellulare come strumento di distrazione

La verità? Molti di noi, compresi i più giovani, non si rendono conto di quanto il cellulare stia influenzando la nostra vita quotidiana. Galimberti sottolinea che l’uso precoce degli smartphone, persino a partire dai cinque anni, provoca danni irreversibili al cervello. I bambini che crescono con un dispositivo in mano tendono a sviluppare una forma di dipendenza che compromette le loro capacità cognitive. Un dato che fa riflettere è che, secondo alcune ricerche, i ragazzi di oggi leggono meno di quanto non facessero le generazioni precedenti. Questo non è solo un problema di tempo dedicato alla lettura; è un vero e proprio impoverimento del linguaggio e della capacità di analisi.

Ma perché il cellulare è così avvincente? I social media, i giochi online e le app di messaggistica offrono gratificazioni immediate, un feedback costante che stimola il cervello a rilasciare dopamina, il neurotrasmettitore associato al piacere. Questo meccanismo rende difficile per i giovani concentrarsi su attività che richiedono più tempo e impegno, come la lettura di un libro o lo studio di una materia complessa. Un aspetto che molti sottovalutano è che, mentre il cellulare può essere uno strumento utile, il suo abuso porta a una regressione delle capacità cognitive.

La lettura come fondamentale strumento di crescita

Se pensiamo a come si è evoluta la società nel corso degli anni, ci rendiamo conto che la lettura è stata sempre un pilastro fondamentale per la crescita personale e professionale. I giovani di oggi, invece, sembrano sempre più riluttanti a dedicare tempo alla lettura. Ecco il trucco che uso io: ho impiegato del tempo per riabituarmi a leggere, e ho scoperto che non solo arricchisce il mio vocabolario, ma stimola anche la mia immaginazione e la capacità di pensiero critico. Galimberti evidenzia come il rifiuto della lettura non sia solo una questione di tempo, ma anche di motivazione e capacità di concentrazione.

Il problema è che, senza una solida base di lettura, i giovani rischiano di arrivare al mondo del lavoro con competenze limitate. Non solo non sanno analizzare e interpretare testi complessi, ma faticano anche a comunicare in modo efficace. Questa carenza di capacità comunicative è un aspetto che le aziende iniziano a notare sempre di più. La capacità di scrivere un’email chiara e concisa o di partecipare a una riunione con idee ben formulate sta diventando sempre più rara. Immagina di essere un datore di lavoro e di dover gestire un team composto da individui che non sanno come esprimere le proprie idee. La situazione diventa difficile, se non insostenibile.

Il futuro del lavoro: quali competenze saranno richieste?

Ora, so cosa stai pensando: ‘Ma questo vale anche per me?’ Bella domanda. La risposta breve è: dipende. Le competenze richieste nel mercato del lavoro stanno cambiando e si stanno evolvendo verso la necessità di pensiero critico, creatività e capacità di problem-solving. Tuttavia, se i giovani non sviluppano queste abilità fondamentali, rischiano di trovarsi in difficoltà. Le aziende stanno cercando candidati in grado di pensare in modo critico, di risolvere problemi complessi e di lavorare in team. Ma come possono farlo se non sono abituati a confrontarsi con testi complessi e a sviluppare le proprie opinioni?

Inoltre, l’emergere dell’intelligenza artificiale e dell’automazione sta portando a una crescente richiesta di competenze tecnologiche. Gli studenti di oggi devono essere in grado di adattarsi a queste nuove tecnologie, di imparare in modo autonomo e di affrontare le sfide che il futuro riserva. Questo richiede una preparazione che va oltre il semplice utilizzo di un cellulare. È fondamentale che i giovani imparino a utilizzare la tecnologia come strumento, non come una distrazione. Per questo, è necessario che ci sia un cambio di mentalità a livello educativo e sociale.

La responsabilità degli adulti

Detto tra noi, la responsabilità non ricade solo sui giovani. Anche gli adulti, genitori e insegnanti, hanno un ruolo fondamentale nel guidare i ragazzi verso un uso consapevole delle tecnologie. È importante che gli adulti siano un esempio, mostrando come si possa utilizzare il cellulare in modo produttivo e come si possa trovare un equilibrio tra tecnologia e altre attività, come la lettura e l’interazione sociale. I genitori dovrebbero incentivare i propri figli a dedicare del tempo alla lettura, a partecipare a discussioni significative e a sviluppare le proprie passioni, senza l’interferenza costante dello smartphone.

In questo contesto, le scuole possono svolgere un ruolo cruciale. È fondamentale che le istituzioni educative promuovano iniziative che incoraggino i ragazzi a leggere di più, a partecipare a dibattiti e a sviluppare capacità critiche. Ecco perché è importante che le scuole introducano programmi che uniscano l’insegnamento delle tecnologie con quello delle competenze trasversali, per preparare i ragazzi al mondo del lavoro futuro.

In un’epoca in cui il cellulare è diventato un compagno inseparabile, è fondamentale riflettere su come stia influenzando le nuove generazioni. La tendenza a trascurare la lettura e il pensiero critico rappresenta una minaccia concreta per il futuro lavorativo dei giovani. Se non si interviene, rischiamo di assistere a un degrado delle capacità cognitive che potrebbe avere conseguenze devastanti per intere generazioni. È un tema che merita attenzione e azione, perché il futuro del lavoro non può prescindere da una solida formazione intellettuale.

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