Quando cambia il metabolismo dopo i 50 anni: l’abitudine quotidiana che riduce il desiderio di dolci

In molti supermercati italiani, un piccolo elemento sta lentamente conquistando spazio tra le abitudini alimentari di tutti i giorni: i semi di girasole. Spesso presi sottogamba, questi semi sono invece molto apprezzati come snack veloce o semplicemente per arricchire insalate e piatti semplici. Chi si aggira tra i banchi degli alimentari in città li incontra in varie versioni: crudi, tostati o salati, con il guscio o senza. Ecco un dettaglio da non trascurare: il modo in cui vengono mangiati incide parecchio sul valore nutrizionale che arriva sul piatto. Ricchi di vitamina E e vitamine del gruppo B, aiutano il metabolismo e proteggono le cellule. Oltre a ciò, non mancano dosi rilevanti di omega-6 e minerali come magnesio, potassio e fosforo, utili per mantenere l’equilibrio elettrolitico e garantire il buon funzionamento dei muscoli. Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la tostatura: quando i semi restano troppo tempo a contatto con calore e ossigeno, i grassi si ossidano più rapidamente, rovinando gli antiossidanti naturali. Ecco perché molte produzioni artigianali scelgono metodi di confezionamento particolari, come il sottovuoto o la vendita dei semi integri, per preservarne la qualità.

Come i semi di girasole influiscono sul cuore e sull’appetito

Negli ultimi tempi, l’interesse attorno ai semi di girasole è aumentato soprattutto per il loro possibile ruolo nel ridurre i rischi legati al cuore. La presenza di fitosteroli e grassi insaturi, infatti, sembra aiutare a migliorare il profilo lipidico, abbassando il colesterolo LDL. Ma attenzione: questo succede solo nell’ambito di una dieta equilibrata e di uno stile di vita corretto, insieme a eventuali cure mediche. Ci sono diversi studi osservazionali, sparsi un po’ in tutta Europa, che indicano come una dieta ricca di grassi insaturi e antiossidanti sia associata a un minor rischio di malattie cardiovascolari gravi.

Quando cambia il metabolismo dopo i 50 anni: l’abitudine quotidiana che riduce il desiderio di dolci
Un fiore di girasole e i suoi semi: un alimento prezioso che sta conquistando i supermercati italiani. – ricorsorapido.it

Poi, si ricorda spesso che variare le fonti di grassi è fondamentale per avere un’alimentazione di qualità complessiva. Una cosa forse meno nota riguarda la pressione arteriosa: il magnesio e il potassio contenuti nei semi hanno un ruolo chiave nel controllo della tensione, e assumerli regolarmente aiuta a mantenere i valori nella norma. Durante i mesi freddi, poi, sembra che i semi riescano anche a “tenere a bada” il desiderio di dolci, modulando l’appetito grazie al loro potere saziante se mangiati come spuntino lontano dai pasti. Alcune ricerche suggeriscono possibili vantaggi anche su tumori o ictus, ma qui servono conferme più solide da studi clinici futuri.

Come utilizzarli in cucina e quale dose giornaliera adottare

Dosi troppo elevate possono far lievitare le calorie, quindi per beneficiare dei semi di girasole – circa 30 grammi al giorno, ossia una manciata – basta e avanza. Questa quantità ha il giusto equilibrio tra nutrienti essenziali e calorie non esagerate. Da tenere a mente: le versioni tostate e salate contengono sale, che chi deve limitare il sodio dovrebbe evitare preferendo quelle non salate. Chi soffre di allergie a frutta secca o semi deve fare attenzione e magari chiedere consiglio a un esperto prima di inserirli nella dieta. In cucina, sono piuttosto versatili: si possono mescolare al muesli o al porridge, aggiungere alle insalate oppure usare come decorazione sul pane. Frullati o pestati, poi, diventano ottime creme spalmabili alternative a quelle di noci. Chi ama comprare i semi con il guscio apprezza la “confezione naturale”, utile a conservare i nutrienti più a lungo; viceversa, per quelli già sgusciati è necessario fare attenzione alle scadenze e alle condizioni di conservazione. Nei negozi biologici o mercati locali – e non solo nei supermercati – spesso si trovano anche sfusi, venduti direttamente da aziende agricole. Un dettaglio non da poco: tra le famiglie italiane, specialmente chi ha superato i 50 anni, è diventata un’abitudine comune scelta per prendersi cura della pelle e della memoria. Insomma, un gesto semplice da portare avanti ogni giorno, che si integra facilmente con piatti rustici e non complica la spesa quotidiana.

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